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Antincendio 

Prodotti per l'anticendio e la prevenzione dei gli incendi: idranti, cassette, manichette, saracinesche e valvolame per la realizzazione e progettazione di impianti e sistemi antincendio.

I prodotti per l'antincendio trovano applicazione in diversi campi: protezione civile, vigili del fuoco, realizzazione di impianti antincendio per edifici.

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Prodotti per l'anticendio e la prevenzione dei gli incendi: idranti, cassette, manichette, saracinesche e valvolame per la realizzazione e progettazione di impianti e sistemi antincendio.

I prodotti per l'antincendio trovano applicazione in diversi campi: protezione civile, vigili del fuoco, realizzazione di impianti antincendio per edifici.

Tra i prodotti per lo spegnimento degli incendi hanno particolare rilievo gli idranti e le cassette antincendio. Quest'ultimi possono essere del tipo incassato oppure dotati di piantana per il posizionamento libero. Ideali per manifestazioni, convention, convegni, ecc.

La schiuma antincendio viene utilizzata negli impianti automatici all'interno di edifici o navi. Si caratterizzano per un liquido schiumoso con particolari capacità estinguenti.

Il valvolame anticendio viene utilizzato per la realizzazione di impianti antincendio, a seconda della funzione si suddividono in valvola a farfalla, wafer, ecc

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Ci sono 7 prodotti.

  • Idranti Antincendio

    Idranti soprasuolo e tipo A e Tipo C, anche per acqua potabile con innesto assiale o laterale. Idranti sottosuolo En 14339.

    Gli idranti a muro  possono essere a portello pieno o aperto provvisti di apposita lastra infrangibile. Sono completi dell'equipaggiamento previsto dalla normativa in materia.

    Son costituiti da un dispositivo collegato alla rete idrica e sono completi:

    • Manichetta di lunghezza standard di almeno 20 metri DN 45 a norma EN 14540, con raccordi UNI 804 e legatura a norma UNI 7422
    • Lancia antincendi di diversi diametri a seconda delle esigenze e della pressione dell’impianto
    • Rubinetto idrante collegato all’impianto idrico e completo di volantino di apertura e chiusura
    • L’idrante antincendio che sia in colonna o a muro viene definito dal DM 30 novembre 1983 come un attacco unificato completo di valvola di intercettazione ad apertura manuale e collegato ad un rete di alimentazione idrica.

    Se da un lato gli idranti antincendi a muro sono utilizzati per la protezione interna degli edifici, quelli soprasuolo vengono utilizzati per fronteggiare gli incendi dall’esterno.

    Per garantire la massima durata o quando condizioni particolari derivanti dalla posizione dello stesso lo richiedono le cassette contenitive degli idranti antincendio possono essere realizzate in acciaio inox.

    Normativa Idranti antincendio

    La dichiarazione di conformità CE e il certificato di omolgazione CSI costituiscono sempre elementi di fondamentale importanza in quanto assicurano l’ottimale funzionamento dell’idrante.

    La norma UNI 10779 detta le disposizioni in materia di installazione delle reti di idranti, a tal fine, la stessa normativa italiana rimanda a tale disposizione. La norme definisce i requisiti minimi a livello di progettazione, installazione e messa in funzione della rete di idranti idrici antincendio.

    La norma suddivide in attività regolamentare da disposizioni specifiche in materia antincendio e attività non regolamentate.

    Nel primo caso la disposizione specifica che la realizzazione della rete di idranti deve avvenire seguendo le regole tecniche di prevenzione incendi secondo i parametri indicati dalla norma UNI 10779 conformemente ai livelli di pericolosità, tipologia di protezione e caratteristiche dell’alimentazione idrica.

    La tabella allegata alla disposizione detta tali scifiche.

    Nelle attività non regolamentate da specifiche disposizione in materia di prevenzione incendi, la rete di idranti antincendio può essere installata facendo riferimento alla UNI 10779 e in considerazione dei rischi d’incendio generali anche sulla base delle valutazioni dei Vigili del Fuoco.

    Norme UNI relative impianti con idranti antincendio

    • “UNI 9795 per gli impianti di rivelazione e segnalazione allarme incendio;
    • UNI EN 15004 e UNI 11280 per gli impianti che utilizzano agenti estinguenti gassosi;
    • UNI 9494 per gli impianti di controllo del fumo e del calore;
    • UNI EN 13565-2 per gli impianti a schiuma;
    • UNI EN 12416-2 per gli impianti a polvere, la norma;
    • UNI CEN/TS 14972 per gli impianti ad acqua nebulizzata;
    • UNI CEN/TS 14816 per gli impianti spray ad acqua;
    • UNI ISO 15779 per gli impianti ad aerosol condensato”.




  • Naspi antincendio

    I naspi antincendio costituiscono delle attrezzature dell’impianto antincendio, costituito generalmente da una cassetta, con o senza lastra e da una lancia a rotazione avvolgibile (bobina mobile) a cui è attaccata una tubazione semirigida collegata ad una rete di alimentazione idrica in pressione e consente di intervenire nell’immediato per lo spegimento di incendi in edifici e locali.

    Ambiti di utilizzo. I naspi antincendio vengono generalmente collocati in edifici pubblici come scuole, uffici pubblici, alberghi, case di risposo, ospedali, cliniche, università o privati come  stabilimenti produttivi, fabbriche, sedi aziendali, magazzini e depositi.

    Il naspo è parte integrante di un impianto idrico a spegnimento manuale e rappresenta delle misure più utilizzate in quanto risulta ampiamento collaudato e di facile utilizzo.

    La manutenzione

    La prima normativa tecnica di riferimento è rappresentata dalla UNI 10779 che disciplina gli impianti di estinzione per incendi le reti idranti e la loro progettazione . La citata UNI disciplina l’attività di verifica e controllo dell’efficienza degli impianti stabilendo che la sua manutenzione come previsto anche dalla UNI 671-3 debba avvenire almeno due volte l’anno.

    L’attività di sorveglianza è relativa ad ogni singolo naspo o idrante sulla base delle indicazioni del produttore e dell’installatore e consiste in un esame visivo, nella verifica della collocazione dei dispositivi e dell’accertamento dell’assenza di ostacoli.

    I naspi non devono dimostrare segni di corrosione o perdite ed anche la cassetta deve controllata. In particolare, il naspo dev’essere arrotolato in modo corretto e non deve avere danni.

    Circa la disposizione si fa riferimento ad una distribuzione e installazione degli stessi in modo da consentire una copertura delle aree do attività e quindi collocati in ogni piano degli edifici e in punti di accesso visibili.

    Normativa sui Naspi antincendio

    Il decreto ministeriale 20 novembre 1983 introduce una prima normativa sui naspi definendo lo stesso. In materia è disponibile la documentazione del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco

    Il Naspo è costituito da una lancia costituita a sua volta da un bocchello e di un attacco unificato. Il diametro delle tubazione è di 25 mm (UNI 25) e la lunghezza non è inferiore a 25 metri collegati a reti idriche capace di erogare almeno 35 litri di acqua al minuto con pressione di 1.5 Bar.

    I Naspi antincendio UNI 45 possono essere provvisti di lancia di rame con bocchello in ottone con diametro di 12 mm e manichetta flessibile di 20 metri. Questo come richiesto dalla UNI 671-1. Gli stessi devono essere collocati in cassette incassate o sporgenti realizzate in lamiera zincate e di colore rosso con vetro trasparente frangibile.

    Collocazione. I naspi possono essere collocati all’esterno delle uscite di sicurezza, sui pianerottoli , in prossimità di vie d’uscita, ecc. In particolare, la posizione dev’essere quindi facilmente accessibile e ben segnalata.

     

  • Cassette antincendio UNI 70 - UNI 45

    Cassette antincendio UNI 70 - UNI 45 con la dotazione e il corredo minimo richiesto dalle norme UNI 10779 in lamiera verniciata, in acciaio inox o in plastica a seconda delle esigenze e necessità. I prodotti sono certificati e realizzzati secondo le norme UNI EN in materia antincendio.

    Possibilità di piantane di diversa dimensione. Complete di manichette e lance.

    Realizzate in lamiera verniciata rossa o in acciaio inox o in plastica sono dotate di utti gli strumenti richiesti dalla UNI 10779 che definisce le caratteristiche degli impianti antincendio in funzione della pericolosità e del tipo di protezione.

    Norma UNI 10779 per le Cassette Antincendio

    La necessià d'installazione di una rete di idranti con le relative cassette antincendio di corredo è stabilita nell'ambito del piano di valutazione del rischio d'incendio.

    Secondo la citata norma il livello di pericolosità per le scuole si attesta a livello 1 fino ad arrivare a livello 2 per le abitazioni civili.

    In particolare, la norma UNI individua un corredo minimo da associare alla cassetta antincendio costituito dalla chiave di manovra, lancia, manichetta, raccordi e sella.

    A seconda delle necessità e del livello di pericolosità individuato nell'ambito del piano antincendio le cassette possono essere realizzate in lamiera verniciata con portello pieno, ovvero senza lastra, o con lastra che a sua vuolta può essere frangibile o infrangibile.

    Qualora sia richiesto dal medesimo piano o secondo altre valutazioni è possibile scegliere cassette antincendio con dotazione doppia, ovvero costituite dalle medesime dotazioni minime richiese dalla UNI 10779 in doppia versione.

    La diversa versione UNI 45 e UNI 70 indica il diametro delle manichette utilizzate nell'impianto la quale dev'essere realizzata secondo le norme UNI 9478 con raccordi conformi UNI 804.

    Il dimensionamento delle stesse così come la diverso diametro degli ugetti è rapportato alle caratteristiche dell'impianto in termini di portata. Gli ugelli possono essere realizzati in rame o in ottone.

    La lancia a tre effetti è collegata ad una manichetta di lunghezza di 20, 25 e 30 metri con certificazione UNI.

    Le cassette incendio possono essere sia indipendenti con piantana di sostegno, a muro o incassate nel muro. Negli ultimi due casi le schede tecniche di prodotto specificano le modalità di installazione delle stesse: le cassette incassate a muro in particolare non devono presentare sporgenze.

    Il dimensionamento e l'utilizzo degli elementi di fissaggio dev'essere idoneo.

    Gli elementi della cassetta unificati rispondono non solo ad esigenze di qualità ma che sono richieste anche dalle norme in materia.

    Inoltre, le cassette ed in particolare le manichette così come le lance sono soggette a controlli periodici tesi a verificare l'integrità e il regolare funzionamento. 

  • Manichetta antincendio

    Manichetta antincendio costituisce un elemento dell'idrante nell'ambito di un impianto antincendio e consente di erogare l'acqua necessaria per le operazioni di spegnimento.

    In materia la norma EN 14540 che reca le norme per le Tubazioni antincendio - Tubazioni appiattibili impermeabili per impianti fissi.

    Le manichette antincendi sono disponibili nelle versioni UNI 45 e UNI 70 e sono tutte conformi alle norme UNI in materia, in particolare EN 14540 e alla UNI 9487 con legatura secondo UNI 7422.

    In ambito navale la certificazione MED in materia di manichette risulta essenziale. Disciplinata Direttiva UE sull'equipaggiamento marittimo (96/98 EC) dove vengono riportate le specifiche costruttive delle manichette risulta importante non solo ai fini del miglioramento della sicurezza in mare ma anche per assicurare la libera e regolare circolazione degli equipaggiamenti all'interno dello Spazio Economico Europeo (SEE).

    Le manichetta antincendio utilizzata in ambito industriale, dove si è in presenza di rischi elevati si caratterizzano per l'elevata qualità dei materiali e per rispetto di specifiche disposioni normative e standard in materia come UNI 9487 - ENI 0198.00 tipo C - DIN 14811/BS6391 TIPO 3

    Le targhette per la verifica periodica sono incluse nella dotazione.

  • Saracinesche Antincendio

    Saracinesche antincendio sono realizzate a corpo piatto (DIN 3202 F4) e a corpo ovale (DIN 3202 F5) esono utilizzate negli impianti antincendio per la chiusura o l'apertura del flusso di acqua mediante un apposito volantino.

    Una saracinesca per uso antincendio può essere verniciata con polvere epossidica di colore blu RAL 5010 o di colore rosso RAL 3000.

    A seconda delle esigenze e delle caratteristiche dell'impianto sono disponibili saracinesche di diversa dimensione e con attacchi DN 40 - 50- 65 - 80 - 100 - 125 - 150 - 200 - 250 - 300 - 350 - 400 - 500.

    Realizzate generalmente con corpo interamente in ghisa, gli alberi interni possono essere realizzati in acciaio inox.

    I materiali della saracinesca antincendio se a contatto con acqua potabile posssono avere attestato di conformità al D.M. 174 del 06/04/2004.

    In caso di impianti motorizzati esistono apposite saracinesche predisposte per la motorizzazione.

  • Valvole antincendio
    Valvole per impianti anticendio realizzate secondo le norme in materia
  • Ricambi Antincendio
    Ricambi per cassette, naspi e idranti antincendio. Strumenti ed accessori per cassette.
  • Schiuma Antincendio

    La schiuma antincendio è un agente estinguente contro gli incendi, Foamin, Afff, Protal 6, Hydral, Plurex Apirol, Univex 6  sono impiegati a seconda dell'utilizzo e della tipologia di incendio oggetto di spegnimento

    Utilizzabili in ambito industriale, in aeroporti, porti, ospedali, gallerie e parcheggi sotterranei.

    Particolamente resistenti ed efficaci contro gli incendi da idrocarburi trovano applicazione anche in impianti sprinkler per lo spegnimento di alcool, solventi, oli minerali, eteri, benzine, ecc.

    Utilizzabili con acqua di mare o dolce vantano anche UNI-9493.

    La schiuma antincendio si differenza a seconda della base, che può essere proteica o sintetica. A base proteinica Univex per l’estinzione di incendi di liquidi polari (alcoli, chetoni, aldeidi, ammine ed altri solventi o prodotti chimici infiammabili) e presenta ottimali capacità estinguenti.

    Disponibile inoltre nella versione sintetica utilizzabile in hangar aeroportuali ed elioportuali, in magazzini industriali.

    Schiuma antincendio: caratteristiche generali

    I liquidi schiumogeni sono costituiti da schiuma prodotta dall’espansione di una miscela di acqua e liquido schiumogeno adeguatamente miscelati.

    Le schiume antincendio possono essere impiegati per rapidi interventi anche massivi o per essere applicati su determinate categorie di prodotto.

    La scelta del liquido schiumogeno si focalizza tenendo in considerazione diversi  fattori, quali i tempi di estinzione che si necessitano, le caratteristiche chimiche fisiche del prodotto da estinguere, le dimensioni ipotetiche dell’incendi, le modalità di erogazione della schiuma e di stoccaggio.

    Tra le caratteristiche intrinseche che rientrano nella valutazione del liquido vi sono la fluidità, resistenza al colore, all’emulsiamento degli idrocarburi, compatibilità con le polveri.

    Tipologie di liquidi schiumogeni antincendio

    • Proteici. Si caratterizzano per una espansione bassa, incendi massivi di prodotti derivati dal petrolio e idrocarburi in generale.
    • Alcohol FOAM. A Bassa espansione per incendi di sostanze polari come solventi
    • Fluorosintentici AFFF. A bassa espansione per incendi di prodotti petroliferi
    • Universali. A Bassa espansione per alcooli e idrocarburi
  • Equipaggiamento Antincendio

    Equipaggiamento antincendio Vigili del fuoco, Protezione Civile e Avvistamento incendi boschivi (AIB). I migliori prodotti per la protezione personale e delle vie respiratorie contro i pericoli derivanti dalle fiamme e dai fumi della bombustione.

    Maschere, autorespiratori, bombole ossigeno ed altro ancora

  • Estintori antincendio

    Estintori antincendio rappresentano uno dei primi strumenti utilizzati nello spegnimento degli incendi. Esistono in vendita diverse tipologie di estitori che possono essere utilizzati a seconda della tipologia di incendio.

    La norma UNI 3/7:2004 definisce e classifica gli estintori antincendio. Quest'ultimi devono essere opportunatamente omologati dai laboratoria autorizzati che procede alle prove tecniche e al rilascio del certificato secondo la UNI.

    All'estintore è sempre allegato un libretto di uso e manutenzione che obbliga i manutentori a segnalare dati tecnici e le attività manutentive. L'omologazione ha una durata di 5 anni.

    L'estitore antincendio è costituito da un agente estinguente second una determinata carica,che viene espressa in libri per gli estintori a base d'acqua e in chilogrammi per le altre tiplogie. Tra gli estintori si distinguno queli portatili che possono avere una massa minore o ugualea 20 kg.

    Classificazione degli estintori antincendio

    Gli estintori antincendio si distinguono in:

    • estintore a polvere;
    • estintore ad anidride carbonica;
    • estintori a idrocarburi alogenati;
    • estintori ad acqua e agenti estinguenti a base d’acqua;
    • estintori a clean agent (sostanze non conduttive, volatili e gassose, che non lasciano residui dopo l’evaporazione.

    Le cariche possono essere da:

    • estintori a polvere: kg. 1, 2, 3, 4, 6, 9, 12;
    • estintori ad anidride carbonica: kg. 2, 5;
    • estintori a idrocarburi alogenati: kg. 1, 2, 4, 6;
    • estintori a base d’acqua compresi gli estintori a schiuma da lt. 2, 3, 6, 9.

    Estintori carrellati

    Gli estintori carrellati sono supportati da un carrello, telaio e da ruote e realizzati secondo UNI 9492. Il serbatoio è costituito da un dispositivo di erogazione con tubazione e lancia munita di valvola. Elemento di fondamentale importanza dell'estintore antincendio carrellato è la gittata che dev'essere di almeno 6 metri per quelli a schiuma, 8 metri per gli estintori a polvere, 2 metri per gli estintori ad anidrite carbonica e 6 metri per gli estintori a idrocarburi alogenati.

    A differenza degli estintori portatili quelli carrellati possono contenere cariche più consistenti, fino a 150 kg per gli estintori a polvere a differenza di quelli portatili che al massimo arrivano a 12 kg.

    Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito ufficiale dei vigili del fuoco senzione estintori

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