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L’acido nitrico è un acido ternario minerale con formula chimica HNO3.
Ha un’azione ossidante molto forte, capace di attaccare quasi tutti i metalli e per questo motivo è conosciuto anche con il nominativo di acquaforte. Lo si trova in natura sotto forma di sali (nitrati) solubili in acqua.
Questo acido trova largo uso nel settore della fertirrigazione, dove applicando acidi minerali si tende a far raggiungere all’acqua il pH desiderato per migliorare le colture.
L’acido nitrico è un acido minerale che si presenta liquido a temperatura ambiente, incolore quando molto puro (giallo chiaro altrimenti) e instabile.
In soluzione concentrata (> 68% m/m) viene detto fumante in quanto tende a rilasciare vapori rossastri di diossido di azoto.
Il suo peso molecolare è di 63.10 u.m.a.
L’acido puro solidifica a −41,6 °C e bolle a 86 °C decomponendosi facilmente.
Viene prodotto industrialmente tramite il processo Ostwald a partire dall’ammoniaca. In prima battuta l’ammoniaca viene ossidata a ossido di azoto e viene fatta reagire con l’ossigeno dell’aria in presenza di un catalizzatore a base di platino. L’ossido di azoto viene successivamente ossidato a biossido d’azoto e fatto reagire con acqua affinché risulti una soluzione acquosa di acido nitrico.
L’acido nitrico si trova in commercio sotto forma di acido fumante (di colore giallo-rosso per la presenza di NO2) se in soluzioni maggiori al 68%. Diversamente, sotto quel valore, la soluzione acquosa non emette vapori, pertanto può essere più facilmente commerciato.
È uno degli acidi di maggior consumo e diffusione per via degli usi massicci che ne fa il settore agricolo. Ma riesce a trovare anche largo impiego in svariati ambiti, come:
In campo agricolo l’acido nitrico apporta una considerevole quantità di nitrati che a volte possono essere sufficienti a coprire le necessità azotate delle coltivazioni. Avendo delle caratteristiche ossidanti e corrosive, viene anche utilizzato per la depurazione degli impianti d’irrigazione.
In ambito restaurativo l’acido nitrico viene usato in soluzione al 5% per pulire dorature e oggetti dorati come monete e medaglie, macchie di vino sulle caraffe, e macchie d’inchiostro sul legno. È usato anche per verificare i metalli e per riconoscere se vi è esistenza di oro e platino.
In chimica si utilizza per la sintesi di vari prodotti chimici. Tra i più comuni troviamo acido adipico e picrato di ammonio.
Diluito in acqua in dosi che variano in base alle specifiche esigenze, è da secoli utilizzato per la morsura di matrici in zinco o rame nell’ambito della tecnica di stampa dell’incisione ad acquaforte e acquatinta.
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